Michèle Soria, connue
entre ses amis par Minouche, habite et travaille à Las Terrenas depuis
1994. D’ici elle veut partager avec nous sa « Petite recette de Bonheur
»,
où, comment vivre Heureux a Las Terrenas
Prima di poggiare qui le mie valigie,
Ho lasciato
da parte le mie parole importanti,
Solitudine, Preoccupazione,
Essere in crisi,
Qui nessuna di esse e’ attuale.......
Subito mi sono tolta le scarpe e ho camminato sulla sabbia,
Ho colto una manciata di bellezza che ho messo da parte
preziosamente,
Ho inalato il profumo della vita,
Mi
sono lanciata a reinventare lo spagnolo,
Nessuno mi giudicava,
nessuna si faceva gioco di me,
Ho riincontrato la curiosita’,
come quando ero bambina,
Paziente, perche’ qui il tempo non e’
importante,
Aggiunsi umorismo e sorrisi,
Ha!! Mai mi
sono dimenticata il rispetto e l’amicizia per gli abitanti,
L’ho
mischiato tutto con l’entusiasmo,
E ho ottenuto un coctail di
Felicita’ incomparabile,
Las Terrenas, sto cosi’ bene qui....
Parlare dell’opera di Minouche e’ parlare del
Movimento. Vivendo e lavorando nel mondo del Teatro e del Cinema,
ammiratrice dei pittori, e’ sempre stata affascinata dall’immagine e dal
gesto. Lei era convinta che queste sono arti degne di essere scritte con la
maiuscola. Al contrario, considerava la fotografia come un’arte minore, che
restituisce unicamente un mondo ristretto, fisso, senza vita.
Il suo
incontro, nel 1978, con J.P. Guyot, fotografo, ma soprattutto grande
pittore, l’aiuto’ ad apprendere l’immagine fotografica esattamente come
farebbe un pittore, l’aiuto’ ad apprendere a vedere la luce, ad amare le
macchie, ad accentuare le ombre, a procedere a tocchi, colori o bianchi e
neri in contrasto. Comincio’ a rivedere le sue opinioni. Poco dopo, una
nuovo visione della fotografia attraverso il ritrattista americano Sott Mac
Leay, cambio’ completamente i suoi valori. Grazie a questi due personaggi
divenne una fotografa alla ricerca della sua personale forma di espressione.
La sua ricerca del movimento e’ nell’istante preciso in cui il corpo e’
libero dalla forza di gravita’ nello spazio, distaccato dal reale, istante,
frazione di secondo sospesa, in unione completa con l’universo, come
ballando con il mondo, il gesto che si tramuta in ritmo, un inno nel quale
l’uomo raggiunge la magia della terra.
Michele Soria ha fatto 7
esposizioni in Parigi, 2 in Belgio e una in Spagna.
Per contattare
l’artista:
Mail
Michele Soria Tel.: (809) 977 05 97
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